{"id":37960,"date":"2014-06-19T07:47:01","date_gmt":"2014-06-19T07:47:01","guid":{"rendered":"http:\/\/socialchangeschool.org\/19\/06\/2014\/cosa-mi-sono-portata-a-casa-dal-master-asvi\/"},"modified":"2014-06-19T07:47:01","modified_gmt":"2014-06-19T07:47:01","slug":"cosa-mi-sono-portata-a-casa-dal-master-asvi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/19\/06\/2014\/cosa-mi-sono-portata-a-casa-dal-master-asvi\/","title":{"rendered":"Cosa mi sono portata a casa dal master ASVI?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cosa mi sono portata a casa dal master ASVI?<\/strong> Il \u201ccosa mi sono portata a casa da&#8230;\u201d \u00e8 per me una domanda costante, che mi pongo ogni volta che termino un qualcosa. Mi serve per fare il punto: l&#8217;idea \u00e8 di trovare sempre almeno tre elementi positivi (<strong>WWW, What Went Well<\/strong>). Nel caso di ASVI sono stati (in ordine sparso): una rete di contatti, persone che conosco e apprezzo con cui poter fare rete; il confronto con chi nel settore ci lavora gi\u00e0 da un po&#8217; e pu\u00f2 farti vedere cose che prima non sapevi o immaginavi; maggiori competenze tecniche a livello gestionale e di raccolta fondi. Sono passati 4-5 anni ma la lezione di Zampi sui colori e come la gente comunica in modo diverso me la ricordo ancora; cos\u00ec come mi ricordo i ladri di tempo, o i consigli del referente di Telethon su come impostare un comunicato stampa.<\/p>\n<p><strong>Queste nuove competenze\/conoscenze mi sono servite, a livello pratico, per trovare lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 lavoravo quando ho iniziato a frequentare il master. Uno dei motivi per cui l&#8217;ho scelto \u00e8 stata la modalit\u00e0 mista, un po&#8217; a distanza un po&#8217; presenziale. Decisamente non mi potevo permettere di tornare a studiare a tempo pieno: e allo stesso tempo un master puramente accademico dubitavo seriamente potesse tornarmi utile. Arricchirmi, certo: ma avevo gi\u00e0 fatto il pieno di teoria, volevo proprio qualcosa di pratico. Un confronto con chi, come me, era gi\u00e0 nel settore in un modo o nell&#8217;altro, capire a che punto ero. Il master l&#8217;ho usato per questo. S\u00ec, perch\u00e9 non \u00e8 tanto \u2013 o solo \u2013 quello che un master ti pu\u00f2 dare o no: ma quello che tu ci metti e decidi di portarti a casa. Di un&#8217;esperienza di master poi, ci puoi fare quello che ti pare: se sai come.<\/p>\n<p>Comunque, mi ricordo che quando ho fatto il master in tanti stavano cercando di <strong>passare dal profit al no-profit<\/strong>, altri ancora invece avevano appena finito di studiare e gi\u00e0 sapevano di volerci lavorare.<\/p>\n<p><strong>Io nel sociale come ci sono arrivata?<\/strong> Con tanta pazienza e amore! Riassunto volante: laurea in interpretariato; poco prima della laurea un&#8217;esperienza molto forte di volontariato Kosovo; dopo la laurea un anno di gavetta con il Servizio Volontario Europeo in Germania. A questo \u00e8 seguito un anno di tirocinio (un po&#8217; in Costa Rica e un po&#8217; in Cile) con parziale borsa di studio. Poi il rientro a casa (Trento), dopo 8 anni di lontananza, zero contatti lavorativi e nel contesto del 2007, giusto giusto all&#8217;inizio della crisi. Ovviamente trovare lavoro manco parlarne: \u00e8 partito quindi il terzo anno di gavetta, grazie al Servizio Civile Nazionale. Dopo, finalmente, il primo contratto \u2013 e da l\u00ec in poi non ho mai smesso di lavorare nel sociale, non un solo giorno. E sono 6 anni.<\/p>\n<p>Faccio un piccolo inciso prima di continuare: 3 anni di gavetta forse sembrano tanti. Almeno, detti cos\u00ec a me sembrano tanti. Poi mi sono volati: l&#8217;unica cosa importante per me era riuscire a mantenermi senza pesare sui miei e fare esperienza, avevo proprio sete di esperienza pratica \u2013 e zero voglia di tornare sui libri subito. Ma visto che la pratica nel sociale era a&#8217; gratis, per mantenermi ho aperto partita IVA e ho iniziato a lavorare come traduttrice freelance.<\/p>\n<p>Detto cos\u00ec suona figo no? \u201cTraduttrice freelance\u201d.<\/p>\n<p>Quando poi ti trovi alle 23 in un internet point non ben identificato di San Jos\u00e9 \u2013 perch\u00e9 nel frattempo ti sono entrati i ladri in casa e si sono portati via il laptop \u2013 a tradurre manuali di istruzioni per l&#8217;uso delle telecamere a circuito chiuso ecco, diciamo che figo non \u00e8 esattamente l&#8217;aggettivo che utilizzeresti. Comunque! Un sacco di storie: per tre anni durante il giorno lavoravo negli uffici delle associazioni, le sere e i fine settimana traducevo. Non sempre per la verit\u00e0: per fortuna avevo delle borse di studio parziali. Per me \u00e8 stato un periodo bellissimo, pieno di carica, energia, e sogni.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato il lavoro, la voglia di continuare a migliorare, formarmi, confrontarmi;\u00a0 una collaborazione con un&#8217;associazione di 12 ore in settimana che in 5 anni \u00e8 diventata un quasi tempo pieno grazie a costanza, determinazione, e competenze acquisite. <strong>E ora sono qui!<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.asvi.it\/master-in-fundraising-management-comunicazione-marketing-campaigning\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Novella Benedetti &#8211; Master ASVI FundRaising Management, 2009<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>#iocelhofattaetu<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa mi sono portata a casa dal master ASVI? Il \u201ccosa mi sono portata a casa da&#8230;\u201d \u00e8 per me una domanda costante, che mi pongo ogni volta che termino un qualcosa. 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