{"id":37679,"date":"2017-02-24T09:01:52","date_gmt":"2017-02-24T09:01:52","guid":{"rendered":"http:\/\/socialchangeschool.org\/24\/02\/2017\/i-protagonisti-social-change-leaders-sandro-calvani-mae-fah-luang-foundation\/"},"modified":"2017-02-24T09:01:52","modified_gmt":"2017-02-24T09:01:52","slug":"i-protagonisti-social-change-leaders-sandro-calvani-mae-fah-luang-foundation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/24\/02\/2017\/i-protagonisti-social-change-leaders-sandro-calvani-mae-fah-luang-foundation\/","title":{"rendered":"I protagonisti! \u2013 Social Change Leaders, Sandro Calvani (Mae Fah Luang Foundation)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cLe stelle non si vergognano di sembrare lucciole.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cThe stars are not afraid to appear like fireflies.\u201d <\/em><em>(R. Tagore)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esistono pochi uomini che, per capacit\u00e0\u00a0 e opportunit\u00e0, riescono ad avere una visione profonda del Mondo e dei suoi problemi; fra di essi, un numero ancora pi\u00f9 ristretto, ha anche le capacit\u00e0, la volont\u00e0 e i mezzi per poter intervenire e tentare fattivamente di risolvere questi problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno di loro \u00e8 sicuramente <a href=\"https:\/\/www.sandrocalvani.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sandro Calvani<\/a>, collaboratore di lunga data e \u2018ispiratore\u2019 della <strong>Social Change School <\/strong>(<a href=\"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/comitato\/sandro-calvani\/\">Presidente Comitato Scientifico e Strategic Adviser)<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sandro \u00e8 da tempo a Bangkok, ora come <strong>Senior Advisor on Strategic Planning<\/strong> presso la <a href=\"https:\/\/www.maefahluang.org\/maefahluang\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mae Fah Luang Foundation<\/strong><\/a> (under Royal Patronage). Secondo italiano di sempre\u00a0 pi\u00f9 alto in grado alle Nazioni Unite, 135 paesi \u2018visitati\u2019 in missioni ufficiali, tra i suoi numerosi incarichi non si pu\u00f2 dimenticare quello di <strong>Director General of the United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (<a href=\"https:\/\/www.unicri.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">UNICRI<\/a>)<\/strong>, conferitogli direttamente dal Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo cercato di conoscerlo meglio, e di avere da lui qualche prezioso consiglio sul mondo del lavoro non-profit, anche grazie alle parole di alcuni dei suoi punti di riferimento culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Leggiamo, quindi, cosa ha da dirci!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.: Sandro Calvani, una visione dall\u2019alto sul nostro mondo\u2026 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00abIl mondo \u00e8 divenuto un <strong>colossale cubo di Rubik<\/strong> dove per mettere ogni pezzo al suo posto bisogna sempre spostarne molti altri. \u00c8 una grossa novit\u00e0. Non era mai successo prima nella storia dell\u2019umanit\u00e0, per questo molte persone non riescono a capire la complessit\u00e0. Per esempio, non si pu\u00f2 fermare la grave deriva della democrazia americana, senza rivoluzionare i suoi sistemi di educazione primaria e secondaria. Ma per avere i soldi per farlo, bisognerebbe fermare la corsa agli armamenti e le guerre che hanno dissanguato l\u2019economia statunitense. Un mondo senza conflitti ha bisogno per\u00f2 dell\u2019educazione di decine di altri popoli in paesi con governi falliti. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Di questi incatenamenti globali ce ne sono a migliaia, sono ingarbugliati anche da <strong>gravi errori del passato<\/strong> come la crisi ambientale e l\u2019economia capitalista sfrenata, divenuta assolutamente insostenibile. \u00c8 improbabile che si possa trovare un bandolo della matassa cercandolo in dibattiti delle Nazioni Unite o dei parlamenti nazionali tra i miliardi di pagine che essi producono e nessuno potrebbe capire. Nessuno riuscir\u00e0 a mai a capire gli errori di un mosaico confuso di oltre sette miliardi e mezzo di pezzi (<a href=\"\/\/www.worldometers.info\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quanti<\/a>\u00a0siamo oggi al mondo<\/em><em>\u00a0) se ognuno ne guarda uno o dieci pezzi alla volta. <strong>Si deve guardare invece tutto l\u2019insieme<\/strong>, proprio come si fa quando si mette a posto un cubo di Rubik. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La scienza della sopravvivenza globale dovrebbe avere assoluta precedenza sui milioni di ciarlatani, soprattutto tra i politici, che parlano senza saperne nulla. \u00c8 curioso come andiamo tutti a caccia dell\u2019eccellenza assoluta in ogni professione che ci fornisce un bene desiderato, che sia un pizzaiolo o un chirurgo. Ma quando cerchiamo un leader politico ci accontentiamo delle chiacchiere e non andiamo a controllare ed esigere le competenze. Questo cambio di paradigma \u00e8 il pi\u00f9 urgente di tutti.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.: Fra i pensieri e le parole, che hai scelto come riferimento, c\u2019\u00e8 questa famosa frase di Nelson Mandela: \u201cAfter all, if I cannot change when the circumstances demand it, how can I expect \u00a0others to?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00ab Per me \u00e8 stato il cambiamento pi\u00f9 difficile da capire e quello pi\u00f9 difficile da realizzare. E tra i miei colleghi e i miei studenti ho notato la stessa grande difficolt\u00e0. Tendiamo tutti a volere e impegnarci per cambiare gli altri, invece l\u2019unico cambiamento davvero possibile e assolutamente necessario, perch\u00e9 nessun altro lo pu\u00f2 fare, \u00e8 quello di<strong> cambiare noi stessi<\/strong>. \u00c8 una trasformazione che non richiede solo una mente aperta ed attenta, con una forte coscienza e conoscenza di s\u00e9; c\u2019\u00e8 bisogno anche di una coscienza e intelligenza emozionale capace di far crescere la propria felicit\u00e0 pi\u00f9 attraverso la piena realizzazione degli altri che attraverso il proprio successo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p><strong>D.: 135 paesi. Da G<\/strong><strong>enova a Bangkok. La vita \u00e8 un grande viaggio\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00abUn po\u2019 per vocazione, un po\u2019 per fortuna, sono divenuto un professionista del servizio civile internazionale. Le aspirazioni, le tragedie, le speranze dei popoli che ho visitato e dei paesi dove ho vissuto con la mia famiglia sono divenute il mio quotidiano. <strong>Fin dai primi anni ho imparato a trovarmi a mio agio in mezzo a qualunque contraddizione, disuguaglianza o conflitto, senza mai rischiare di perdere livello e qualit\u00e0 di attenzione ad ogni persona o di cadere nell\u2019indifferenza<\/strong>. Vivendo e analizzando ogni giorno i fatti, e non le teorie, un po\u2019 per volta mi sono convinto che davvero il mondo e l\u2019umanit\u00e0 sono un unico libro coerente, ogni nuova pagina aiuta a capire quelle prima e quelle che verranno. &#8220;Il mondo \u00e8 un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina&#8221; (S. Agostino) \u00e8 assolutamente vero anche nella vita di tutti i giorni. In fondo tutti i grandi drammi dell\u2019umanit\u00e0, compresi i conflitti piccoli e grandi, nascono proprio dal bigottismo di chi conosce una pagina e non vuole saperne n\u00e9 di quelle prima n\u00e9 di quelle dopo. In quel modo anche la conoscenza di una pagina \u00e8 deformata profondamente.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.:<\/strong> <strong>Una tappa, una \u2018pagina\u2019, un episodio che ricordi in particolare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00abUna riunione di esperti del G8, il gruppo delle pi\u00f9 grandi economie al mondo, che si svolse ad Osaka, nel Sud del Giappone. Lo sherpa, cio\u00e8 il consigliere principale del primo ministro di una delle principali economie del mondo, manifestava totale indifferenza alle conseguenze scientificamente certe di alcune politiche di sicurezza alimentare e ambientale delle quali stavamo discutendo. Glielo feci notare con cortesia. Mi rispose con tono di presa in giro. \u201c<strong>Tu che sei delle Nazioni Unite, devi essere tra quelli che credono nei diritti delle prossime generazioni<\/strong>\u201d. Allibito, gli confermai la sua diagnosi veloce. E senza pensarci un secondo mi rispose: \u201cTutti noi qui rappresentiamo dei governi eletti democraticamente. Ma che ti piaccia o no, le prossime generazioni non votano n\u00e9 per noi n\u00e9 per l\u2019opposizione. Quindi devono restare fuori da questa discussione\u201d. Quel giorno mi resi conto come non ci possa essere un futuro migliore se a disegnarlo o deciderlo sono i leader politici, come vengono scelti quasi ovunque.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.: Sandro Calvani, c\u2019\u00e8 stato un momento difficile, veramente critico, nella tua carriera, che ti ha coinvolto personalmente? E cosa ti ha insegnato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00ab<\/em><em>\u201cThis is hell\u201d, questo \u00e8 l&#8217;inferno. Cos\u00ec la\u00a0descrizione della situazione umanitaria che trovai a Makall\u00e8 nel 1984 quando arrivai con due aerei dell&#8217;aeronautica militare italiana e 40 tonnellate di aiuti alimentari. A darmi il quadro della situazione fu Gabriel, uno dei ragazzi volontari tra le vittime. Fu il rapporto pi\u00f9 chiaro e sintetico che ho sentito in una situazione di grave crisi umanitaria. 120.000 persone a rischio di morte per carestia dovuta ai raccolti perduti per la siccit\u00e0 e per la guerra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>E io a 32 anni ero responsabile per la prima volta di una grande e complessa operazione umanitaria internazionale<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8220;Ogni mattina troviamo 60 morti fuori dalle tende&#8221; aggiunse Gabriel. &#8220;Ma se gli aiuti arriveranno, noi ci organizzeremo per distribuirli e vedrai che ce la faremo&#8221; mi incoraggi\u00f2.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per raggiungere con sufficienti derrate alimentari ognuno dei villaggi rimasti senza cibo sulle montagne furono messe in campo le aeronautiche militari pi\u00f9 potenti del mondo. Chiamata \u201c<strong>Operazione San Bernardo<\/strong>\u201d fu la pi\u00f9 grande operazione di soccorso aereo nella storia \u00a0del \u00a0mondo, dopo il ponte aereo realizzato per nutrire la gente di Berlino Ovest. Ma questa volta spontaneamente \u2013 senza alcun precedente negoziato \u2013 collaboravano le \u00a0potenze dai due lati del muro di Berlino: l\u2019Unione Sovietica e gli alleati del Patto di Varsavia, insieme alla Royal Air Force britannica, la francese Arm\u00e9e de l\u2019Air e l\u2019Aeronautica Militare italiana. Nazioni e forze armate protagoniste della cosiddetta guerra fredda, che si combattevano in vari scenari nel mondo, lavorarono insieme, in sincera e fiduciosa collaborazione e sotto un comando unificato in ogni area. Sotto la bandiera delle Nazioni Unite decollavano i potenti quadrimotori Lockheed C-130 Hercules con le croci della Caritas e della Croce Rossa Internazionale insieme alla croce di ferro della Luftwaffe della Germania ovest, a fianco agli Antonov-12 con il martello e compasso della Luftstreitkr\u00e4fte della Germania est comunista, o con la stella rossa, falce e martello della Voyenno-Vozdushnye Sily, l\u2019armata aerea sovietica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Oltre ai bilanci militari dei ministeri della difesa, a finanziare le spese degli aiuti alimentari ci pensava anche il mondo dello spettacolo, ispirato dalla canzone di maggior successo del secolo \u201cWe Are the World\u201d, \u00a0un\u2019allegra e geniale campagna musicale di conversione dei cuori ideata da Bob Geldof, Michael Jackson e Quincy Jones: \u201cWe are the world, we are the children; we are the ones who make a brighter day. So let\u2019s start giving. There\u2019s a choice we\u2019re making. We\u2019re saving our own lives\u201d. Stiamo facendo la scelta di salvare le nostre stesse vite. Era per tutti un\u2019interpretazione corretta del senso di fratellanza mondiale. Nel gennaio 1985 negli studi di registrazione, Quincy Jones confidava che sottolineando il fatto che \u201cNOI siamo quei bambini, NOI siamo il mondo\u201d, bisognava riuscire a far nascere un nuovo senso \u00a0di corresponsabilit\u00e0.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per noi operatori umanitari nei villaggi del Tigray, ogni bambino trovato morto la mattina nei campi rifugiati era uno stimolo ad accelerare l\u2019efficienza degli aiuti. E ogni rombo assordante dell\u2019atterraggio a Makall\u00e8 di due o tre C-130 o Antonov-12 era un\u2019iniezione di dopamina e felicit\u00e0 per il nostro successo giornaliero: almeno 60 tonnellate di aiuti alimentari per salvare i \u201cnostri bambini\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Conobbi personalmente centinaia di questi bambini vittime della carestia e dozzine di operatori umanitari, allora unanimi nel pensare che la risposta giusta fossero gli aiuti alimentari e all\u2019agricoltura: conservo ancora oggi tante foto di quella cooperazione umana senza frontiere. Alcuni di loro si ricordano ancora oggi di quei momenti, anche se adesso sono adulti felici e vivono in diversi paesi del mondo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Per esempio Gabriel, poi rifugiatosi in Canada, \u00e8 oggi un professore al liceo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La collaborazione mondiale di soccorso aereo si chiam\u00f2 Operazione San Bernardo ma il nome non fu gradito a tutti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La mattina in cui dovevano partire i primi aerei C-130, ricevetti via radio la protesta infuriata del generale comandante dell&#8217;armata rossa in Etiopia: \u201cNon dar\u00f2 mai il via a una nostra operazione aeronautica con il nome di un santo cristiano\u201d mi apostrof\u00f2. Per me fu un momento di panico, ma mi venne anche l&#8217;ispirazione giusta. \u201cMa San Bernardo non \u00e8 un santo, \u00e8 un cane che porta soccorsi alle vittime di valanghe di neve sulle Alpi\u201d risposi subito. \u201cAllora veniamo anche noi\u201d decise il russo, che evidentemente era un ateo militante, ma per fortuna un ateo misericordioso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Quell&#8217;operazione umanitaria lasci\u00f2 in me, come in molti altri colleghi, un segno cos\u00ec profondo che con mia\u00a0moglie decidemmo di adottare nella nostra famiglia, proprio da quelle terre, un bambino abbandonato<\/em><\/strong><em>, con la pancia gonfia per la malnutrizione, rimasto orfano perch\u00e9 sua mamma era morta nel partorirlo, per mancanza di assistenza sanitaria. Si aggiunse cos\u00ec un&#8217;altra stella in casa assieme agli altri nostri tre figli. Quella voglia \u00a0di corresponsabilit\u00e0 convinta \u2013 come quella di un padre di famiglia &#8211; mi \u00e8 entrata nel sangue, nel cuore, nel cervello e credo ancora che sia la soluzione giusta.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>E cos\u00ec imparai da giovane che davvero \u00e8 &#8220;L&#8217; amor che move il sole e le altre stelle&#8230; &#8220;<\/em><\/p>\n<p><em>Ma a volte la poesia non si scrive e non si legge. Si fa. Anche all\u2019inferno.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/02\/Calvani-N\u00b021.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"  aligncenter wp-image-30560 \" src=\"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/02\/Calvani-N\u00b021.jpg\" alt=\"Calvani N\u00b02\" width=\"558\" height=\"354\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.:<\/strong> <strong>Un altro grande viaggio \u00e8 stato quello da ricercatore di genetica e microbiologia a Senior Advisor on Strategic Planning, presso la Mae Fah Luang Foundation (under Royal Patronage). Come sei passato dagli organismi monocellulari ai grandi problemi dell\u2019umanit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00abQuando si parte si sa da dove ma non dove finir\u00e0 davvero il viaggio. <strong>Non ho cambiato rotta, n\u00e9 fatto alcuna inversione di marcia. <\/strong>C\u2019\u00e8 una rete globale, e forse anche universale, che unisce ogni forma di vita su questo pianeta e sugli altri dell\u2019universo. Se stai ore ad osservare con attenzione quel che si vede in un microscopio elettronico capisci che ci deve essere un\u2019origine e una destinazione comune a tutto ci\u00f2 che vive. Per uscire dal labirinto della complessit\u00e0 della globalizzazione, bisogna seguire uno ad uno ogni filo di Arianna che ci unisce a chi sta dietro ad ogni angolo del nostro cammino. Quando vedi come collaborano con ottimo successo i virus, i batteri, i protozoi, e poi le formiche e le api, che hanno un cervello microscopico rispetto al nostro, diventi certo che ci dovrebbero riuscire anche sette miliardi e mezzo di cervelli e spiriti di Homo sapiens sapiens (specie Sapiens = intelligente; sottospecie sapiens = saggio). \u00c8 una certezza scientifica, antropologica ed economica: non c\u2019\u00e8 salvezza, <strong>non c\u2019\u00e8 speranza senza una forte e diffusa collaborazione tra miliardi di esseri umani. E il pi\u00f9 grande spreco al mondo \u00e8 proprio quello di cervelli, di miliardi di atti mancati di collaborazione che sarebbero possibili ogni giorno.<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per comprendere meglio questa verit\u00e0 suggerisco di leggere con calma e meditare i due ultimi libri di Yuval Harari: &#8220;Sapiens<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a> e Homo Deus<strong><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>&#8220;<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.:<\/strong> <strong>Abbiano preso come riferimento alcune parole di Mandela, passiamo ora a quelle di una delle pi\u00f9 grandi menti creative mai generate dall\u2019umanit\u00e0, Michelangelo Buonarroti: \u201cThe greater danger for most of us lies not in setting our aim too high and falling short; but it lies in setting our aim too low, and achieving our mark.\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00abS\u00ec, certo quello \u00e8 un pericolo diffuso e poco riconosciuto: puntare basso, al basso profilo, pochi valori di scarsa importanza, un tran-tran tranquillo per tutta la vita e poi riuscire cos\u00ec nelle proprie aspirazioni, \u00e8 il cammino che scelgono milioni di giovani in ogni continente. Ricordo per esempio un mio studente americano. A 30 anni aveva gi\u00e0 fatto quattro anni in prima linea in Afghanistan. La sua vocazione originale era quella del servizio alla sicurezza del popolo americano. Aveva visto un buon campionario delle atrocit\u00e0 possibili del mondo moderno. Si era convinto che dietro ai fatti c\u2019era una complessit\u00e0 tale che lui sarebbe stato del tutto incapace di comprendere e contribuire a sbrogliare, restando sereno e senza gli enormi stress che aveva patito in guerra. Il suo programma era tornare in Colorado e andare a fare la guardia forestale per tutta la vita. Sperava che cos\u00ec avrebbe trovato la felicit\u00e0, in mezzo alla foresta e agli animali che ci vivono. Ma poi gli capit\u00f2 di conoscere ed innamorarsi di una ragazza che amava s\u00ec la natura e le montagne, ma voleva vedere anche oltre l\u2019orizzonte e \u201cpartire\u201d dedicandosi al servizio dei pi\u00f9 deboli nelle periferie del mondo. Entrati insieme in un\u2019organizzazione no-profit internazionale hanno cominciato prima in Cambogia, lui a cercare ed eliminare mine anti-uomo che causano centinaia di bambini invalidi e lei si occupa di educazione di orfani e disabili.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019ultima volta che li ho sentiti, dopo tre anni di servizio, stavano per partire per una periferia di Salvador Bahia in Brasile. Lui mi ha detto solo che puntare pi\u00f9 in alto e pi\u00f9 lontano gli ha dato un fondamento molto pi\u00f9 solido per la sua felicit\u00e0 e quella di coppia.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.: Il <\/strong><strong>Sud-Est<\/strong> <strong>asiatico<\/strong><strong> \u00e8 <\/strong><strong>uno degli <\/strong><strong>&#8216;hot spot&#8221; <\/strong><strong>mondiali <\/strong><strong>contemporanei per problemi e potenzialit\u00e0: in qualit\u00e0 di osservatore privilegiato quali credi siano gli sviluppi e le possibilit\u00e0 di lavoro per il\u00a0settore non-profit nell&#8217;area?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00ab\u00c8 una regione molto grande. La terza al mondo come popolazione, quinto mercato che diviene il primo se si vede nel complesso integrato alle sue frontiere con la Cina, l&#8217;India e il Giappone. Ci sono grandi paesi con una crescita annuale superiore al 7% e aree particolari che crescono del 9% annuo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ovvio che va forte anche l&#8217;<strong>innovazione sociale dove il no-profit \u00e8 protagonista<\/strong>. Ma il no-profit si basa su fund-raising tradizionale che deve essere fatto nelle forme adatte alle culture locali. Come succede ovunque nel mondo, nel commercio e nella governance, \u00e8 evidente una forte accelerazione della disintermediazione, che rivoluziona anche il no-profit e il fund-raising trasformandoli in thru-profit, dove il profitto \u00e8 solo uno strumento e non un obiettivo. Il crowd-funding per esempio accorcia le distanze tra beneficiario e donatore. Ma anche la responsabilit\u00e0 sociale d&#8217;impresa viene sorpassata dalle collaborazioni peer-to-peer delle imprese sociali. Perfino le banche e le cooperative di credito restano indietro rispetto alle mini-reti di micro-credito. Nel Sud-est asiatico il presente del no-profit, del fund-raising e certamente il loro futuro si fonda e costruisce molto pi\u00f9 sugli\u00a0<strong>shared values<\/strong>\u00a0che non su grant e donazioni. In questo modo si riduce il muro o la differenza tra no-profit e impresa e tra donatore e beneficiario; allo stesso tempo si allarga enormemente lo spazio dove opera la evolutionary economy.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D.: In passato forse c\u2019erano sfide difficili ma almeno molto chiare. Oggi in molti fanno fatica a trovare una mappa affidabile per avventurarsi in un mondo dove tutto sembra molto confuso, con rischi e risultati incerti e poco definiti. Come potrebbero riprogrammare il proprio navigatore? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>R.: \u00abS\u00ec, \u00e8 vero, la nuova complessit\u00e0 attraversa ogni disciplina dall\u2019economia alla politica, dall\u2019ambiente ai diritti umani creando molta nebbia e riducendo la visibilit\u00e0. Chi ci vede poco chiaro o si sente inadatto pu\u00f2 massimizzare le sue capacit\u00e0 confrontandosi con altri e lavorando o pensando pi\u00f9 in rete, cosa oggi resa pi\u00f9 facile dalle nuove tecnologie di comunicazione sociale. \u00c8 oggi possibile trovarsi un coach pi\u00f9 esperto in un\u2019altra parte del mondo, comunicare con chi \u00e8 gi\u00e0 impegnato in nuovi settori di lavoro per la pace, la giustizia, l\u2019economia inclusiva.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>A met\u00e0 febbraio ho partecipato al Forum Asia-Pacifico delle imprese per lo sviluppo sostenibile che si \u00e8 svolto a Dhaka, capitale del Bangladesh. Ci vivono 17 milioni di persone, con una densit\u00e0 di 24mila persone per Kmq. Le sfide causate dalla povert\u00e0 in un paese con 157 milioni di abitanti sono enormi. Ma il Bangladesh \u00e8 considerato un miracolo di crescita economica grazie a un tasso di crescita del PIL che nel 2015 ha superato il 7% annuo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Nell\u2019ingresso della sala che ha ospitato 700 impresari da decine di paesi dell\u2019Asia un grande cartellone proponeva alcuni punti centrali per la discussione. C\u2019era scritto: \u201c\u2026Alla fine, si tratta sempre di valori. Vogliamo che il mondo che erediteranno i nostri figli sia definito dai valori sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite: la pace, la giustizia, il rispetto, i diritti umani, la tolleranza e la solidariet\u00e0. Tutte le religioni pi\u00f9 importanti li abbracciano, e tutti ci sforziamo di rifletterli nella nostra vita quotidiana. Molto spesso le minacce a questi valori sono causate pi\u00f9 dalla paura che dalla povert\u00e0. Il nostro dovere verso i popoli che serviamo \u00e8 quello di lavorare insieme per passare dalla paura degli uni per gli altri, ad avere fiducia gli uni negli altri. Fiducia nei valori che ci legano e fiducia nelle istituzioni che ci servono e ci proteggono.\u201d (Prima dichiarazione ufficiale di Ant\u00f3nio Guterres, decimo Segretario Generale delle Nazioni Unite dal 1 Gennaio 2017).\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>A pranzo ho incontrato due giovani impresari bengalesi, due fratelli, Rezaul e Ekamul. Mi hanno raccontato che, appena finita l\u2019universit\u00e0, hanno discusso per settimane che tipo di impresa creare. Rezaul voleva mettere in pratica i principi imparati alla business school, il profitto deve essere l\u2019obiettivo dell\u2019impresa. Ekamul invece voleva dedicare la vita ai poveri e al bene comune. Due visioni opposte: per il profitto o per il bene comune? Insieme hanno intuito che, guardando al di l\u00e0 del muro di malintesi che li divideva, si poteva avere successo con una visione mista, usare il profitto per il bene comune. Oggi Rezaul ed Ekamul sono titolari, insieme a dieci donne loro amiche, di un\u2019impresa sociale che fa servizi di educazione al risparmio e facilita una forma di micro-credito chiamata \u2018people-e-wallet\u2019, cio\u00e8 una comunit\u00e0 di auto-finanziamento per piccoli progetti di sviluppo, basata su un app per telefoni mobili.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Ha ragione Guterres che ho citato prima: le frontiere da superare per i giovani di oggi vanno oltre la sola sostenibilit\u00e0 economica ed ambientale del nostro pianeta<\/em><\/strong><em>. La sfida essenziale la vera innovazione sociale necessaria, \u00e8 quella della \u2018thrivability\u2019, che forse si potrebbe tradurre con il neologismo \u2018progressabilit\u00e0\u2019, cio\u00e8 una capacit\u00e0 diffusa di vedere le sfide professionali senza pi\u00f9 paura degli uni per gli altri, costruendo invece ogni giorno fiducia gli uni negli altri. Fiducia nei valori che ci legano e fiducia nelle istituzioni che ci servono e ci proteggono. Cos\u00ec ognuno pu\u00f2 contribuire a far rifiorire felicit\u00e0 e collaborazione felice, concetti chiave della thrivability.<\/em><\/p>\n<p><em>Senza paura di essere insufficienti, senza vergognarsi mai, seguendo l\u2019esempio de\u2026\u00a0 \u2018le stelle che non si vergognano di sembrare lucciole\u201d. [Nd.R.: Rabindranath Tagore]\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Di Guido Pacifici<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leggete anche gli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/author\/sandro-calvani\/\">altri articoli<\/a>\u00a0di Sandro Calvani per Social Change School.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Vuoi lavorare nelle ONG?<\/strong>\u00a0<strong><a title=\"Landing page\" href=\"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/landing-page\/\">Richiedi<\/a><\/strong> subito il <strong><a title=\"Il colloquio di Ammissione e Valutazione del potenziale: scopri come lavorare nelle ONG\" href=\"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/il-colloquio-di-selezione-e-valutazione-del-potenziale\/\">Colloquio di Ammissione e Valutazione del tuo Potenziale Professionale<\/a><\/strong>, un\u2019ora di confronto approfondito con i manager e gli HRM di ONG partner!\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/p>\n<p><em>Fonte foto: \u00a0<a href=\"https:\/\/www.sandrocalvani.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dr. Sandro Calvani &#8211; official website<\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Note: \u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Yuval Noah Harari: Sapiens, a brief history of humankind, Vintage Books, London, 2011<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Yuval Noah Harari: Homo Deus, a brief history of tomorrow, Harvill Secker, London, 2016<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLe stelle non si vergognano di sembrare lucciole.\u201d \u201cThe stars are not afraid to appear like fireflies.\u201d (R. 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