{"id":37659,"date":"2016-11-08T08:18:07","date_gmt":"2016-11-08T08:18:07","guid":{"rendered":"http:\/\/socialchangeschool.org\/08\/11\/2016\/il-nuovo-quadro-logico-un-lavoro-collaborativo-per-mettere-a-punto-lo-strumento\/"},"modified":"2023-03-28T09:07:12","modified_gmt":"2023-03-28T09:07:12","slug":"il-nuovo-quadro-logico-un-lavoro-collaborativo-per-mettere-a-punto-lo-strumento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/08\/11\/2016\/il-nuovo-quadro-logico-un-lavoro-collaborativo-per-mettere-a-punto-lo-strumento\/","title":{"rendered":"Il Nuovo Quadro Logico: un lavoro collaborativo per mettere a punto lo strumento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prima parte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa, di Marco Crescenzi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema del <strong>nuovo quadro logico, <\/strong>cio\u00e8 dello<strong> strumento pi\u00f9 usato nei progetti di cooperazione internazionale<\/strong> in ambito quantomeno europeo, si \u00e8 improvvisamente surriscaldato e potremmo dire, in qualche caso, invece dei piatti, \u2018volano i quadri\u2019 (logici).\u00a0 La Social Change School ha introdotto il <strong>PMC<\/strong> ed il <strong>LogFrame nella didattica dei Master come strumento di riferimento per la progettazione dal 2000<\/strong>, prima con Stefano Oltolini e poi con Andrea Stroppiana- uno dei formatori che lo hanno \u2018divulgato\u2019 in Europa per conto dell\u2019UE. Nel fondamentale apprezzamento, ne ho per\u00f2 sempre segnalato i limiti, dovuti a mio avviso ad una scarsa utilizzabilit\u00e0 in ambiti di progetti pi\u00f9 \u2018imprenditoriali\u2019 ed auto-sostenibili:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Manca ad es. una <strong>sezione partners<\/strong>, cosa fondamentale<\/li>\n<li>per i progetti in divenire lo strumento tende un po\u2019 ad \u2018imbalsamare\u2019 e\u00a0 <strong>limita l\u2019innovazione<\/strong> che di per s\u00e9 \u00e8 in parte\u00a0 imprevedibile<\/li>\n<li>la presenza di <strong>un solo obiettivo specifico<\/strong> \u00e8 spesso irrealistica<\/li>\n<li>Il vizio degli operatori di concentrarsi sugli <strong>OUTPUT<\/strong> (risultati di breve termine, \u201ccostruito il pozzo\u201d, \u201crealizzato corso di formazione\u201d) pi\u00f9 che sugli <strong>OUTCOMES<\/strong> (i \u2018<strong>veri\u2019 risultati<\/strong> in termini di cambiamento sociale)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per altri versi, la <strong>tensione storica con la tecnologia RBM\u00a0<\/strong>&#8211; Result Based Management prima, e con la <strong>Theory of Change oggi<\/strong>, e diverse definizioni di output-outcomes ed impact, rischiano di essere confusivi. Per tale motivo, e certi che si raggiungeranno o una \u2018maturit\u00e0\u2019 strumentale (unitaria) o una chiara \u2018pluralit\u00e0 strumentale\u2019 ad uso dei progettisti smart, supportiamo e condividiamo volentieri questo dibattito e percorso avviato dagli amici di Info Cooperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vi presentiamo dunque la\u00a0testimonianza di E.Gerovasi da Info Cooperazione:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAlcuni mesi fa ho contribuito all\u2019organizzazione di un <strong>seminario sugli strumenti finanziari dell\u2019Unione Europea per la cooperazione allo sviluppo organizzato da Concord Italia<\/strong>, un\u2019occasione in cui gli operatori del settore hanno avuto l\u2019opportunit\u00e0 di approfondire ed entrare nel merito di quel groviglio di programmi, piani d\u2019azione e bandi che compongono la programmazione pluriennale dell\u2019UE. Mi ha stupito vedere come quella nutrita platea di colleghi di ONG, associazioni e altri enti impegnati nella progettazione europea si sia \u201cscaldata\u201d quando il workshop \u00e8 entrato nel merito dei <strong>tecnicismi della progettazione<\/strong>, materia che nessuno si aspettava potesse creare dibattito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parlava di un tema apparentemente ammorbante,<strong> il nuovo format di Quadro Logico adottato da EuropeAid e le contraddizioni che questo nuovo strumento si porta dietro tra <em>Project Cycle Management<\/em> e <em>Theory of Change<\/em><\/strong>. Il nuovo <em>Logical Framowork<\/em>, infatti, integra in modo poco chiaro questi due approcci, che hanno finalit\u00e0 differenti, senza fornire sufficienti chiarimenti e senza avere preventivamente aggiornato gli altri documenti di riferimento oggi disponibili per chi lavora con finanziamenti EuropeAid. Da un lato quindi non sembra coerente con l\u2019attuale <em>EC Project Cycle Management Manual<\/em>, mentre per altri versi sembra essere in linea con le metodologie utilizzate da altre agenzie di sviluppo, in particolare di matrice anglosassone (USAID, DFID), ambiti nei quali la <em>Theory of Change<\/em> di fatto \u00e8 nata e si \u00e8 maggiormente sviluppata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente il seminario ha contribuito a mettere sul tavolo <strong>i problemi, i dubbi degli operatori che ogni giorno si arrovellano sulle progettazioni<\/strong> delle loro organizzazioni ma non ha potuto offrire soluzioni immediate. Dopo quell\u2019incontro abbiamo pensato di lanciare <strong>una <em>call<\/em> alla <em>community<\/em> degli operatori della cooperazione<\/strong> che ruota intorno al blog <a href=\"https:\/\/www.info-cooperazione.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Info Cooperazione<\/a> per mettere in piedi un gruppo di lavoro che potesse approfondire la questione e mettere insieme una sorta di vademecum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui \u00e8 arrivata la seconda sorpresa, <strong>la disponibilit\u00e0 di un nutrito gruppo di colleghi di diverse provenienze ed esperienze, inclusa la Social Change School<\/strong>, pronti a mettersi a disposizione per <strong>approfondire<\/strong> il tema specifico <strong>e poter essere d\u2019aiuto<\/strong> a tutti coloro che sono impegnati a diverso titolo nella progettazione. Un <strong>percorso in pieno spirito <em>\u201copen knowledge\u201d<\/em><\/strong><em>, <\/em>lo spirito da cui \u00e8 nato Info Cooperazione, uno spazio accessibile a tutti, aggiornato e arricchito dalle segnalazioni dei lettori e delle lettrici dove <strong>scambiare e condividere informazioni sugli orizzonti della cooperazione, i potenziali donatori e le nuove progettualit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La redazione di: \u201c<a href=\"https:\/\/www.info-cooperazione.it\/2016\/04\/nuovo-quadro-logico-di-europeaid-restano-molti-nodi-da-sciogliere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Una guida collaborativa per comprendere il nuovo Quadro Logico di EuropeAid<\/a><strong>\u201d<\/strong> segna un passo ulteriore oltre la condivisione delle informazioni. Si tratta infatti della produzione di un <strong>documento inedito, che crediamo possa essere di grande utilit\u00e0 a molti operatori e operatrici del nostro settore<\/strong>. Un segnale importante che dimostra ancora una volta le potenzialit\u00e0 della rete e dello spirito collaborativo.&#8221;<\/p>\n<p>Se il tema del Nuovo Quadro Logico vi ha interessato, in arrivo la prossima settimana un altro intervento da <a href=\"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/docenti\/andrea-stroppiana\/\">Andrea Stroppiana<\/a>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima parte Premessa, di Marco Crescenzi. 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