{"id":37558,"date":"2015-05-05T09:23:19","date_gmt":"2015-05-05T09:23:19","guid":{"rendered":"http:\/\/socialchangeschool.org\/05\/05\/2015\/power-point-e-le-confezioni-di-mortadella\/"},"modified":"2023-03-28T09:02:34","modified_gmt":"2023-03-28T09:02:34","slug":"power-point-e-le-confezioni-di-mortadella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/05\/05\/2015\/power-point-e-le-confezioni-di-mortadella\/","title":{"rendered":"Power Point e le confezioni di mortadella"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andrea Stroppiana | 5 Maggio 2015<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono un fan della <strong>visualizzazione delle idee<\/strong>, faccio formazione visualizzando con diversi mezzi i concetti chiave che propongo ai partecipanti o che i partecipanti stessi propongono al gruppo che sto formando. Condivido l\u2019idea, ampiamente dimostrata, che <strong>l\u2019apprendimento e la memorizzazione siano maggiori quanto pi\u00f9 \u201csensi\u201d, tra i 5 che disponiamo, vengano coinvolti nel processo comunicativo.<\/strong> Ci\u00f2 detto e nonostante ci\u00f2, sopporto sempre pi\u00f9 a fatica l\u2019invasione delle cosiddette \u201cslide\u201d, che qualche anno fa si proiettavano con la lavagna luminosa e che oggi vengono socializzate tramite computer per lo pi\u00f9 utilizzando il programma Power Point.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Posto che non esistono strumenti buoni o strumenti cattivi, ma buono o cattivo \u00e8 l\u2019utilizzo che se ne fa, \u00e8 innegabile che l\u2019uso delle slide sia sempre pi\u00f9 diffuso e venga propinato, a mio avviso in modo indiscriminato, quasi ad ogni evento in cui qualcuno debba trasmettere conoscenze o capacit\u00e0 o voglia illustrare concetti, fatti, idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono formatore da almeno 3 lustri e mi piace studiare da dilettante i <strong>processi psicologici legati all\u2019attenzione, all\u2019apprendimento e alla memorizzazione<\/strong>. Questi 15 anni di esperienza mi portano a credere che <strong>gli esseri umani apprendono e memorizzano le cose che ascoltano nella misura in cui vengono coinvolte le loro Emozioni<\/strong>. Ho scritto volutamente questa parola con la e maiuscola perch\u00e9 le Emozioni costituiscono l\u2019elemento chiave che fa funzionare in maniera attiva il cervello delle persone (o almeno il mio). In questo non temo di essere smentito e in ogni caso continuerei ad esserne convinto in quanto si tratta di qualcosa che sperimento continuamente sia come formatore, sia come discente o fruitore di seminari, incontri e momenti comunicativi di vario genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non voglio qui minimamente soffermarmi sulle slide che contengono pi\u00f9 di 5-8 righe (che ritengo autentiche aberrazioni) n\u00e9 vorrei prendere nella bench\u00e9 minima considerazione quei docenti o quei relatori che le leggono diligentemente ad alta voce di fronte alla loro \u201caudience\u201d in quanto entrambi gli aspetti ricadono nella sfera del grottesco pi\u00f9 ovvio. Qui mi riferisco a slide leggere quantitativamente, quasi sempre contenenti liste a punti elenco o affermazioni, enunciati, definizioni come vuole il pi\u00f9 sano protocollo e, al contempo, mi riferisco a docenti che usano il proprio linguaggio narrativo e le proprie parole per illustrarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora che ho fatto questi distinguo che mi hanno permesso di <strong>definire inadeguati almeno il 50% (e sono ottimista) degli utilizzi di Power Point<\/strong>, e di concentrarmi sul rimanente 50% , mi vorrei prendere il lusso di fare, a briglia sciolta, alcune affermazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Prima affermazione: <strong>\u201cle slide sedano le emozioni\u201d<\/strong>. Esse sono lo strumento pi\u00f9 a-emotivo, o se si preferisce, anaffettivo che, salvo rarissimi casi, i tempi moderni abbiano partorito nel campo della comunicazione. In una serie di punti elenco \u00e8 contenuto un grado di freddezza, frustrazione e non coinvolgimento che solo le liste riescono ad avere. La lista (si pensi a quella della spesa o delle cose da fare) \u00e8 proprio ci\u00f2 che si redige quando si vuole evitare di memorizzare o perch\u00e9 si ritiene che tale sforzo non valga la pena o perch\u00e9 si pensa di non avere il tempo o la capacit\u00e0 di farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Personalmente <strong>quando mi trovo di fronte ad una lista di punti elenco<\/strong> partecipando ad attivit\u00e0 formative, mi scoraggio immediatamente. <strong>Mi assale la sindrome da affaticamento precoce misto ad un senso di frustrazione e di impotenza<\/strong>. Profondamente diverso quando la lista viene costruita mattoncino dopo mattoncino e costituisce il prodotto finale (e non iniziale) di un processo. Allora memorizzarla non costa cos\u00ec tanta fatica e non provoca frustrazione perch\u00e9 la si \u00e8 costruita passo a passo e la si possiede come il risultato riassuntivo del processo stesso. Ancora, e per concludere, uno schermo con una frase, definizione, enunciato, scritti e preparati probabilmente da una persona diversa da quella che la commenter\u00e0 e in un momento antecedente a quello della proiezione mi fa lo stesso effetto emotivo delle cartoline di auguri che si comprano prestampate dal tabaccaio o delle lettere d\u2019amore suggerite in internet per chi \u00e8 a corto di idee. Non pretendo certamente che l\u2019enunciazione del teorema di Pitagora possa essere oggetto di creativit\u00e0 e fantasia, ma <strong>credo fermamente <\/strong>(e nessuno provi a smentirmi)<strong> che anche un concetto apparentemente freddo possa essere comunicabile in modo assai pi\u00f9 coinvolgente<\/strong> di ci\u00f2 che pu\u00f2 fare una definizione copiata da un manuale e proiettata sul muro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seconda affermazione: <strong>\u201cle slides tolgono potere\u201d<\/strong>. Se per il lettore di questo scritto hanno un senso concetti quali <em>ownership<\/em> (senso di appartenenza), protagonismo, partecipazione attiva, applicati a chi \u00e8 coinvolto in un evento centrato sulla comunicazione (come ad es. la formazione, o un convegno), ebbene non avr\u00e0 difficolt\u00e0 a condividere la sensazione che le slide vadano nella direzione diametralmente opposta a questi 3 concetti. Esse non lasciano spazio, nella loro formulazione, al soggetto che ne fruisce perch\u00e9 sono gi\u00e0 impacchettate come un prodotto definitivo, esse non contemplano contributi altri rispetto a quelli di chi le ha fatte perch\u00e9 sono blindate in quanto prodotto preconfezionato. Riuscite ad immaginare una slide con una lista di punti a cui un partecipante volesse aggiungerne qualcuno? O una definizione che qualcuno proponesse di migliorare? Bisognerebbe entrare in PP e rifare la slide. Quale docente si sognerebbe di farlo di fronte al gruppo mettendo in forse la bont\u00e0 del prodotto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terza affermazione: <strong>\u201cle slide sono di una noia mortale\u201d<\/strong>. Vi \u00e8 mai capitato di ascoltare un intervento di qualcuno che, foglio in mano, si mette a leggere? Come vi \u00e8 sembrato? Direi che tale non era precisamente lo stile di Ghandi e di Martin Luther King quando parlavano alla gente per comunicare idee importanti. Le slide hanno il livello di comunicazione creativa e di coinvolgimento emotivo di un concerto pre-registrato e trasmesso in play back, o di una porzione di spaghetti alla bolognese in scatola riscaldata al microonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quarta ed ultima affermazione: <strong>\u201cle slide appiattiscono l\u2019individuo omologandolo alla massa\u201d<\/strong>. Perch\u00e9 faccio questa affermazione? Perch\u00e9 le slide sono preconfezionate, questa \u00e8 la loro natura e la loro ragion d\u2019essere, non solo, ma esse sottolineano e <strong>sanciscono una differenza gerarchica tra chi trasmette i contenuti e chi li riceve<\/strong>, aspetto particolarmente negativo nella formazione degli adulti. Devono livellare, omogeneizzare e soprattutto standardizzare il trasferimento dei concetti e delle idee con totale noncuranza dell\u2019individuo in quanto tale: il messaggio viene trasmesso allo stesso modo chiunque si abbia di fronte. E non da ultimo (e in questo ci si allaccia alla prima affermazione sulla a-emotivit\u00e0), la standardizzazione come la omogeneizzazione possono raramente stupire, divertire o uscire dalla strada battuta e consolidata. Sono perfette in un evento accuratamente pianificato in cui \u00e8 importante il rispetto dei tempi, ed in cui i contenuti non sono da discutere, ma da prendere, preferibilmente in silenzio, cos\u00ec come sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avevo detto all\u2019inizio che non esistono strumenti buoni o cattivi. Ecco a seguito una serie di situazioni in cui ritengo appropriato e positivo l\u2019uso di slide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primo luogo <strong>ritengo le slide un perfetto strumento di appoggio e aiuto al docente incerto<\/strong>, il quale, per assurdo, potrebbe essere anche debolissimo o completamente neofita su di un argomento, ma con buone slide riuscirebbe a fare, con discenti alle prime armi, una bella figura. Il docente cos\u00ec ha il pieno controllo dei tempi e dei contenuti, non rischia di scordarsi nulla e non deve memorizzare le definizioni n\u00e9 la scaletta della lezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In secondo luogo <strong>ritengo le slide un perfetto strumento per quel relatore che non sa come impostare un intervento o che non ha tempo<\/strong> (o voglia) <strong>di preparare una presentazione in un modo pi\u00f9 coinvolgente<\/strong> (esiste sempre, un modo pi\u00f9 coinvolgente rispetto all\u2019uso delle slide). Quante volte queste sono fatte da persone diverse da quelle che ne fanno uso? Quante volte docenti o relatori ne vanno a caccia per parlare di qualcosa di cui hanno poca dimestichezza o quando hanno poco tempo per prepararsi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In terzo luogo ritengo <strong>le slide utili ed appropriate per mostrare fotografie, grafici, budget, tabelle<\/strong> che possano fungere da sostegno ad idee espresse o da esprimere con altri mezzi; oppure, una tantum, <strong>per comunicare citazioni, definizioni, leggi o regole; anticipare brevemente concetti da approfondire altrimenti o riassumerli se gi\u00e0 approfonditi, mostrare i passi per un esercizio<\/strong> che si richiede di fare ai partecipanti o una bibliografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quarto luogo <strong>ritengo le slides utilissime per fare un ripasso<\/strong> di ci\u00f2 che si \u00e8 insegnato o comunicato in altro modo e con altri mezzi al termine di una giornata o di un intervento particolarmente lungo o elaborato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono casi in cui, invece le slide non sono uno strumento appropriato e sono tutti quelli che non rientrano nei 4 punti precedenti ovvero il 90% dei casi in cui normalmente vengono usate. A questo proposto vorrei fare una affermazione conclusiva che mi attirer\u00e0 le ire ed il vituperio della stragrande maggioranza dei lettori docenti e mi getter\u00e0 nell\u2019ultimo girone dell\u2019inferno della formazione: ritengo che le slide usate al di fuori delle situazioni che ho descritto sopra, e salvo rarissimi casi, costituiscano una mancanza di rispetto verso le persone a cui vengono proiettate, prima di tutto perch\u00e9 indicano che colui che le sta usando non ha avuto voglia di trovare il modo di pensare a forme comunicative pi\u00f9 coinvolgenti, ha ritenuto la propria \u201caudience\u201d non abbastanza importante da meritare una comunicazione esclusiva ed infine non ha giudicato i partecipanti in grado di potersi inserire in modo attivo nei contenuti considerandoli soggetti inadatti a contribuire, ma piuttosto a ricevere contenuti gi\u00e0 confezionati. <strong>Le slide<\/strong>, come ho gi\u00e0 espresso, <strong>portano la comunicazione nella direzione della omologazione in cui si comunica senza adattare il messaggio al gruppo o all\u2019individuo<\/strong> che si ha davanti lasciando le persone in gran parte al di fuori dai processi comunicativi, <strong>mettendo barriere fisiche e psicologiche tra docente e discente, comunicatore e ascoltatore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel mio quartiere sono spariti la maggior parte dei negozietti dove la gente andava a fare la spesa coniugando necessit\u00e0 e piacere, dove l\u2019avventore scambiava due parole col negoziante anche quando c\u2019era la fila e si socializzava per il gusto di farlo. Ora al loro posto c\u2019\u00e8 il supermarket se non il centro commerciale dove si pu\u00f2 comprare tutto nello stesso luogo, risparmiando tempo e senza la necessit\u00e0 di aprire la bocca. Qui la mortadella si trova gi\u00e0 affettata e impacchettata sotto vuoto in confezioni standard da 100 grammi e mezzo millimetro di spessore. <strong>Il prodotto e le esigenze del cliente sono predefiniti<\/strong>. Analoga \u00e8 la logica secondo la quale mi sembra si stia muovendo la formazione e la comunicazione negli ultimi anni. Se \u00e8 questo quello che vogliamo e quello che ci piace, continuiamo pure ad usare Power Point come stiamo facendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">P.S. E\u2019 nato di recente un movimento su scala mondiale anti Power Point con sede in Svizzera. Chi fosse interessato a saperne di pi\u00f9 il sito \u00e8: <a href=\"https:\/\/www.anti-powerpoint-party.com\">www.anti-powerpoint-party.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Stroppiana | 5 Maggio 2015 Sono un fan della visualizzazione delle idee, faccio formazione visualizzando con diversi mezzi i concetti chiave che propongo ai partecipanti o che i partecipanti stessi propongono al gruppo che sto formando. 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