{"id":37526,"date":"2014-09-09T09:05:41","date_gmt":"2014-09-09T09:05:41","guid":{"rendered":"http:\/\/socialchangeschool.org\/09\/09\/2014\/uno-splendore-di-capre\/"},"modified":"2014-09-09T09:05:41","modified_gmt":"2014-09-09T09:05:41","slug":"uno-splendore-di-capre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/09\/09\/2014\/uno-splendore-di-capre\/","title":{"rendered":"Uno splendore di capre"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sandro Calvani | 09 Settembre 2014<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La vera lotta alla povert\u00e0 globale va combattuta nei villaggi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ho visitato di recente alcuni villaggi nell\u2019area di Yenan Chaung, nel distretto di Magwe in Myanmar. \u00c8 una delle aree pi\u00f9 povere del Sud-Est Asiatico dove il reddito pro capite non arriva a 250 dollari l\u2019anno, ben al di sotto della soglia di povert\u00e0 di un dollaro al giorno, usata da anni dalla Banca Mondiale come indicatore di povert\u00e0 assoluta. Thiri, una giovane veterinaria che lavora tra i pi\u00f9 poveri, mi ha spiegato come basta un niente, che muoia una capretta o una banale diarrea da acqua sporca, per veder passare in un batter d\u2019occhio i bambini pi\u00f9 poveri dalla miseria cronica alla <strong>morte per fame<\/strong>. <br \/>Thiri mi ha chiesto quanti sono i pi\u00f9 poveri nel mondo, la stessa domanda che le fa spesso la sua gente. Le ho risposto almeno un miliardo. Me lo ha fatto scrivere, perch\u00e9 non poteva crederci. Le sembrava un numero inimmaginabile. Visto che io insistevo che era proprio cos\u00ec, lei mi ha chiesto: \u201cMa io mi riferisco ai pi\u00f9 poveri, quelli proprio in fondo alla classifica, un po\u2019 come questa mia gente\u201d. Rispondendole in inglese ho ripetuto che il fondo classifica \u00e8 popolato da un miliardo di persone: <em>Bottom billion<\/em>\u201d. Thiri era visibilmente sconvolta. <br \/>Il termine<em><strong> bottom billion<\/strong><\/em> cio\u00e8 <strong>\u201cil miliardo di persone in fondo alla classifica della povert\u00e0\u201d<\/strong> \u00e8 stato utilizzato da Paul Collier nel suo libro <em>The Bottom Billion: perch\u00e9 i Paesi pi\u00f9 poveri stanno fallendo e cosa si pu\u00f2 fare (2007)<\/em>, dove esplora le ragioni per le quali alcuni Paesi poveri non riescono a progredire, nonostante gli aiuti e il sostegno internazionale. Collier sostiene che poco meno di 60 economie poverissime sono la patria di quasi un miliardo di persone. La sua statistica usa la definizione di poveri come coloro che hanno una disponibilit\u00e0 inferiore a 1,25 dollari al giorno. Ma ci sono anche grandissime incertezze sul come misuriamo la povert\u00e0 globale. Per chi come me ha passato pi\u00f9 tempo nei villaggi dove vivono i poveri che non in biblioteche o sale di dibattito statistico e politico, i traguardi numerici e le politiche dello sviluppo sostenibile restano un ectoplasma evanescente rispetto alla complessit\u00e0 di ogni vita vissuta nella povert\u00e0 e alle trasformazioni necessarie perch\u00e9 ogni domani di una famiglia povera sia vissuto in una miseria minore di quella di ieri. <br \/><strong>Circa la met\u00e0 di tutti i poveri del mondo vivono in soli due Paesi<\/strong> \u2013 India e Cina \u2013 e l\u2019 80-90% dei poveri vivono in 20 Paesi con una popolazione numerosa, tra i quali Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo [DRC], Indonesia, Nigeria e Pakistan. <br \/>In termini statistici dunque le politiche di lotta alla povert\u00e0 che si mettono in pratica oggi nei Paesi pi\u00f9 colpiti dalla povert\u00e0 saranno determinanti sull\u2019impatto che si otterr\u00e0 a livello globale. Gi\u00e0 entro il 2030 i Paesi emergenti come Cina ed India diventeranno Paesi ad alto reddito, e alcuni di essi, come Brasile, Cina e Indonesia potrebbero farcela gi\u00e0 entro il 2025.<br \/>La globalizzazione degli ultimi tre decenni ha aggiunto una nuova sfida che non era stata ben identificata prima. La povert\u00e0 potrebbe facilmente spostarsi in Paesi a medio reddito a causa delle nuove e crescenti disuguaglianze di accesso a servizi fondamentali come salute ed educazione, espressioni di una inequit\u00e0 sociale che cresce in quantit\u00e0 e qualit\u00e0. E <strong>la natura della povert\u00e0 sta cambiando<\/strong>, da semplice mancanza di soldi a una nuova povert\u00e0 multifunzionale.<br \/>Esiste gi\u00e0 un indicatore di povert\u00e0 multifunzionale per misurare la privazione in molti tipi di povert\u00e0 conosciuto come <strong>Multidimensional Poverty Index (MPI)<\/strong> e sviluppato da Oxford Poverty and Human Development Initiatives insieme al Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP).<br \/>A Thiri e alla sua gente tanti numeri ed indicatori interessano poco. Con un programma di banche comunitarie di capre vogliono tirare fuori dalla povert\u00e0 2.500 persone. Thiri in lingua Myanma significa Splendore, e quello che fa \u00e8 splendido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pubblicato sulla rivista mensile &#8221; <a href=\"https:\/\/www.sermig.org\/giugno-luglio-2014\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nuovo Progetto&#8221; Giugno\/Luglio<\/a>\u00a02014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sandro Calvani | 09 Settembre 2014 La vera lotta alla povert\u00e0 globale va combattuta nei villaggi. 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