{"id":37498,"date":"2013-10-29T10:29:15","date_gmt":"2013-10-29T10:29:15","guid":{"rendered":"http:\/\/socialchangeschool.org\/29\/10\/2013\/ritrovarsi-per-poi-perdersi-a-siem-riap-social-innovation-in-cambogia\/"},"modified":"2013-10-29T10:29:15","modified_gmt":"2013-10-29T10:29:15","slug":"ritrovarsi-per-poi-perdersi-a-siem-riap-social-innovation-in-cambogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/29\/10\/2013\/ritrovarsi-per-poi-perdersi-a-siem-riap-social-innovation-in-cambogia\/","title":{"rendered":"Ritrovarsi per poi perdersi a Siem Reap &#8230;.Social Innovation in Cambogia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dhebora Mirabelli | 29 Ottobre 2013<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.asvi.it\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/riso3.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-12885\" title=\"riso3\" src=\"https:\/\/www.asvi.it\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/riso3-150x150.jpg\" alt=\"Ritrovarsi per poi perdersi a Siem Riap ....Social Innovation in Cambogia\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Se atterri con un piccolo velivolo a <strong>Siem Reap<\/strong> in un aeroporto che sa di villetta &#8221; multi-familiare&#8221; non puoi non sentire quel posto anche un pochino tuo! Ed eccoti in un attimo diretta verso il centro dove si affollano moltissimi hotel 5 stelle all&#8217;occidentale, nel bel mezzo di modeste costruzioni e motociclette &#8220;quattro posti&#8221; (madre, padre e due figli) catapultato nell&#8217;Italia di un secolo fa&#8217;.<\/p>\n<p>Basta proseguire lungo la strada \u2013 sempre dritto &#8211; per vedere il paesaggio cambiare repentinamente,\u00a0 scorgere palafitte vere e sentir riaffiorare di ricordi infantili: i compiti di tecnica delle scuole medie e ancor prima i giochi delle elementari con gli stecchini di legno e la colla Vinavil per realizzare le tue prime palafitte copiate da una figura di un libro di preistoria!<\/p>\n<p>Arrivi poi fino in fondo alla strada principale non ancora asfaltata con qualche segno di progresso appena accennato &#8211; gru, escavatori, cemento e pietre bianche &#8211; per immergerti nel fiume, far annegare tutte le convinzioni e le certezze del mondo occidentale e lasciar posto alla conoscenza della vita dei pescatori cambogiani nel villaggio delle case galleggianti.<\/p>\n<p>Galleggiano su <strong>rami di bamb\u00f9<\/strong>&#8230;case, chiese, scuole, market, bancarelle, trattorie, palestre e un hotel di lusso con ristorante in terrazza!<\/p>\n<p>Galleggiano perfino barche piene d&#8217;acqua, pi\u00f9 simili a canoe, con amache per dondolare i bimbi appena nati, bambine dentro a bacinelle di plastica che si mettono al collo pitoni come fossero collane e coccodrilli\u00a0 in recinti proprio fuori dalle case come fossero normalissime cucce per cani!<\/p>\n<p>Agli occhi dello<strong> straniero<\/strong> convinto di essersi ritrovato in terra lontana gli uomini cambogiani vivono appena appena &#8220;a galla&#8221;, tra miseria e fame&#8230;&#8230;in realt\u00e0 nuotano felici e vivono di ci\u00f2 che \u00e8 necessario e soddisfa i bisogni primari di tutta la specie umana: forse \u00e8 proprio lo straniero che ha dimenticato il loro spirito autentico, aperto e accogliente come i fiori di loto, del tutto indifferente verso ogni forma di consumismo.<\/p>\n<p>I bimbi che giocano guardano lo straniero&#8230;non sono incuriositi dalle belle scarpe, dai vestiti alla moda o dalle unghie curate o dai capelli ben piastrati: vogliono solo cogliere l&#8217;occasione della giornata per masticare qualcosa di dolce&#8230;e allora vedendoti esitare volgono lo sguardo in su e porgono la manina pronunciando in tono interrogativo forse l&#8217;unica parola che hanno imparato in inglese per necessit\u00e0: candy?<\/p>\n<p>E tu, colto alla sprovvista, speri tanto di non aver lasciato in albergo le Golia alla frutta sugar free che ti eri portato accidentalmente dall&#8217;Italia &#8230; E tanto ti coglie l&#8217;ansia mentre frughi nella borsa per sentirle al tatto che per un attimo ti perdi ancora e non sai pi\u00f9 se stai pregando Dio o meditando come uno dei pi\u00f9&#8217; esperti monaci buddisti affinch\u00e9&#8217; la tua mano finalmente stringa quel pacchetto di caramelle. Per non deludere i bimbi speranzosi che aspettano con la manina tesa.<\/p>\n<p>Non ci sono alternative e lo sguardo e&#8217; determinato e sicuro: niente pu\u00f2 farli pi\u00f9 felici in quel momento che sentir sciogliere in bocca la dolcezza del sapore della frutta racchiuso in una pallina di zucchero, fruttosio o aspartame&#8230;che importa qui nessuno gli ha insegnato i progressi della chimica di noi occidentali per mantenerci light!<\/p>\n<p>Per la prima volta ti stupisci di quanto possa caricarti di responsabilit\u00e0 la richiesta pi\u00f9 innocente e naturale che gli umani possono fare: solidariet\u00e0 mista a dolcezza!<\/p>\n<p><strong>Qui si vive non per sopravvivere, ma si sopravvive per vivere da secoli.<\/strong>..lo raccontano chiaramente i bassorilievi dei templi di Angkor!<\/p>\n<p>Nulla sembra essere cambiato negli usi e costumi della <strong>vita cambogiana<\/strong>, sia essa vissuta nel 1300 o nel 2013; nei sogni dei ragazzi e futuri lavoratori, laureati e non, come quello di Malis che comunque, alla fine del percorso universitario di scienze turistiche e dei primi lavoretti da guida turistica per mettere da parte i soldi, spera di farcela da solo e di riuscire a comprare prima o poi una risaia (start up molto social e poco innovation per quelli del posto, ma sconvolgente per noi italiani \u2026).Perch\u00e9 \u00e8 sul riso che si basa l&#8217;85% dello sviluppo del paese, insieme alla pesca&#8230;e perch\u00e9&#8217; solo cos\u00ec -contribuendo a fare della <strong>Cambogia il primo paese produttore di riso di qualit\u00e0&#8217; superiore<\/strong> &#8211; si pu\u00f2 contribuire a migliorare la vita di tutti in un villaggio fatto di palafitte e case galleggianti!<\/p>\n<p>Ecco: io mi sono letteralmente ritrovata nello spirito cambogiano, cos\u00ec lontano dalle atmosfere di un MBA alla moda che tra i suoi corsi electives annovera il luxury management!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dhebora Mirabelli | 29 Ottobre 2013 &nbsp; Se atterri con un piccolo velivolo a Siem Reap in un aeroporto che sa di villetta &#8221; multi-familiare&#8221; non puoi non sentire quel posto anche un pochino tuo! 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