{"id":37491,"date":"2013-09-23T08:58:52","date_gmt":"2013-09-23T08:58:52","guid":{"rendered":"http:\/\/socialchangeschool.org\/23\/09\/2013\/vuoi-fare-innovazione-sociale-globale-rsvp-parte-2-2\/"},"modified":"2013-09-23T08:58:52","modified_gmt":"2013-09-23T08:58:52","slug":"vuoi-fare-innovazione-sociale-globale-rsvp-parte-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialchangeschool.org\/it\/23\/09\/2013\/vuoi-fare-innovazione-sociale-globale-rsvp-parte-2-2\/","title":{"rendered":"Vuoi fare innovazione sociale globale? RSVP parte 2 \/ 2"},"content":{"rendered":"<p><span>Sandro Calvani | 26 settembre 2013<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;line-height: 14.15pt\"><strong><span><a href=\"https:\/\/www.asvi.it\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/rsvp2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-12313\" title=\"rsvp2\" src=\"https:\/\/www.asvi.it\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/rsvp2-150x72.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"72\" \/><\/a>Continuiamo nel nostro invito ad agire.<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><span>Dopo aver chiarito il senso profondo del <strong><em>R<\/em><\/strong><em>epondez<\/em>, \u00e8 ora la volta del <strong><span>\u00a0<\/span><em>S<\/em><\/strong><\/span><strong><em><span style=\"color: black\">&#8216;il vous pla\u00eet.<\/span><\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><strong><span style=\"color: black\">Cinque S sono le fasi di liberazione dalla povert\u00e0<\/span><\/strong><span style=\"color: black\"> e di cammino verso lo sviluppo sostenibile delle aree povere dovunque esse siano. Queste \u201cfasi\u201d vengono da centinaia di casi dove ho visto che il cammino di cambiamento sociale ha funzionato.<span>\u00a0 <\/span><em>Survival:<\/em> prima di tutto laddove la situazione \u00e8 disperata va garantita la sopravvivenza. <em>Sufficiency:<\/em> l\u2019avere il minimo sufficiente ad una vita felice (e non l\u2019essere ricco) \u00e8 il successo del cammino di sviluppo; che deve poi divenire <em>Sustainable<\/em>, perch\u00e8 chi \u00e8 stato aiutato possa poi continuare con le proprie forze, senza ulteriori aiuti di stato o del mercato. <em>Speed<\/em>: ci vuole un certo senso dell\u2019urgenza e come ha suggerito l\u2019Unicef, i previsti otto secoli e mezzo per ridurre la povert\u00e0 non sono certo i tempi e la velocit\u00e0 giusta. <em>Sharing\/Savings<\/em>: un\u2019ultima fase di sviluppo e un obiettivo finale (ed anche un indicatore) di sviluppo sostenibile sono le riserve comunitarie e familiari, un po\u2019 di surplus, i risparmi della gente, che sono il fondamento della resilienza, l\u2019assicurazione contro future crisi o disastri e servono anche ad offrire crediti ad altri pi\u00f9 poveri che arrivano dopo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><strong><span style=\"color: black\">Cinque V specificano le condizioni secondo me da richiedere per chi vuol lavorare efficacemente e credibilmente nell\u2019innovazione sociale<\/span><\/strong><span style=\"color: black\">: partono ovviamente dai <em>Values:<\/em> i valori condivisi, che tutto il genere umano e le sue istituzioni dovrebbero conoscere e acconsentire: la vita, la libert\u00e0, la ricerca della felicit\u00e0, i diritti umani, la parit\u00e0 di genere, la sicurezza di tutti, la non violenza all\u2019interno delle nazioni ed a livello internazionale.<span>\u00a0 <\/span>Le <em>virtues<\/em> degli operatori a qualunque livello sono ugualmente irrinunciabili e tra esse la vera competenza, l\u2019estroversione di operatori e comunit\u00e0, l\u2019etica assoluta, il disinteresse personale, la leadership e la partecipazione emotiva di tutti. Un metodo efficace di lotta contro i <em>vices<\/em>, i vizi e gli andazzi dannosi, come corruzione, crimine organizzato, prepotenza di pochi, raccomandazioni e burocrazia, il settarismo, l\u2019autoreferenzialit\u00e0 del settore pubblico, l\u2019evasione delle tasse, gli ego esagerati. Comprendere, coinvolgersi, pianificare, partecipare danno il senso della joint <em>Venture<\/em>, l\u2019avventura sociale che si intraprende insieme, dove il percorso fatto insieme conta quanto o anche pi\u00f9 della meta finale.<span>\u00a0 <\/span><em>Ancora una V<\/em> ? Quella che in ogni parte del mondo si indica con due dita, indice e medio alzati, in senso di vittoria, la voglia di vincere, di superare gli ostacoli, l\u2019entusiasmo, la voglia di farcela, oggi pu\u00f2 voler dire <em>Just do it<\/em>, domani potrebbe essere <em>Yes I can<\/em>, oppure Y<em>es we can<\/em>. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><span style=\"color: black\">E infine <strong>cinque P di relazioni tra luoghi e protagonisti nel macro-sistema mondo dell\u2019innovazione sociale globale<\/strong> per salvare il <em>Planet, <\/em>che sembra non abbiamo ancora capito che \u00e8 uno solo e non c\u2019\u00e8 verso di trovarne uno di ricambio. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><span style=\"color: black\">Il Muro di Berlino, che separava il <strong>Primo Mondo<\/strong> capitalista con poche regole, dal <strong>Secondo Mondo<\/strong> di socialismo pianificato con troppe regole, riusc\u00ec ad impedire un conflitto diretto tra due mondi di valori e disvalori diversi. Si inventarono per\u00f2 il termine e i luoghi del <strong>Terzo Mondo<\/strong>, dove di fatto i due sistemi si combatterono per decenni sulla pelle dei pi\u00f9 poveri (il Terzo Stato), senza creare un ecosistema planetario migliore e sostenibile. Caduto il Muro di Berlino, siamo passati al confronto (conflitto?) tra <strong>Primo Settore<\/strong> dell\u2019imprenditorialit\u00e0 che crea ricchezza con poche regole, e dunque un mercato in crisi, contro il <strong>Secondo Settore<\/strong> del servizio pubblico, gli organi di <em>governance<\/em> e amministrazione che dicono di stare invece dalla parte del bene comune e troppo spesso lo fanno con una pletora infinita di regole che funzionano ancora meno del mercato. <strong>C\u2019\u00e8 un nuovo muro di Berlino invisibile<\/strong> <strong>che bisogna far cadere al pi\u00f9 presto<\/strong>, un muro alto di incomprensione e non-collaborazione anche tra <em>Profit<\/em> (mercato, impresa) e <em>Power<\/em><span>\u00a0 <\/span>(politica, amministrazione). Soprattutto bisogna evitare che nella guerra fredda tra <em>Profit<\/em> e <em>Power, <\/em>si occupino del <strong>Terzo settore<\/strong>, del no profit o della <em>civil society <\/em>dalla parte della gente (<em>People ) , <\/em>solo per cercare un alleato per migliorarsi davvero o migliorare almeno la propria immagine. Invece<strong> c\u2019\u00e8 bisogno sia di <em>Power<\/em> che di <em>Profit<\/em>, migliorati e intesi esclusivamente come strumenti e non come obiettivi<\/strong>, per rendere la <em>People<\/em> gente protagonista,<span>\u00a0 <\/span>e dunque <em>Empowered <\/em>e <em>Profitable<\/em>. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><span style=\"color: black\">Come realizzare questo sogno di innovazione sociale?<span>\u00a0 <\/span>Attraverso le vere <em>Partnership<\/em><span>\u00a0\u00a0 <\/span>tra forze (<em>Profit, Power, People<\/em>) che si riconoscono e si rispettano, appunto come partner e non come concorrenti in competizione tra loro. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><strong><span style=\"color: black\">R S V P<span>\u00a0 <\/span>sono dunque venti pezzi del puzzle dell\u2019innovazione sociale<\/span><\/strong><span style=\"color: black\"> da mettere a posto in un nuovo panorama di co-responsabilit\u00e0. Ma non va dimenticata <strong>la sfida di metodo, che chiamo del cubo di Rubik<\/strong>, cio\u00e8 l\u2019errore di mettere a posto una faccia del cubo, un colore alla volta.<span>\u00a0 <\/span>Per chi guarda una sola faccia, essa pu\u00f2 sembrare tutta a posto; mentre l\u2019osservatore unilaterale non sa, o preferisce non vedere, che tutte le altre facce del cubo sono ancora mal prese. Per realizzare il cubo di Rubik bisogna invece mettere a posto tutte le facce, tutti i lati allo stesso tempo, e bisogna accettare di buttare all\u2019aria una faccia mono-colore gi\u00e0 finita anche solo per mettere a posto tutte le altre. Chi ha giocato con il cubo di Rubik, sa quanto dispiace rivoluzionare quella faccia che era finita ed era gi\u00e0 a posto per sistemare le altre. \u00c8 per\u00f2 continuando a mischiare i<span>\u00a0 <\/span>colori <a name=\"_GoBack\"><\/a>che si riesce a finire e a vincere la vera sfida. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><span style=\"color: black\">Il cubo di Rubik insegna anche che per finirlo bene, <strong>bisogna metterci le mani<\/strong>. Non esistono n\u00e8 teorie, n\u00e8 strumenti, n\u00e8 test da fare <em>online<\/em>. Bisogna continuare a provare e riprovare, girare e rigirare, finch\u00e8 viene via via meglio e poi perfetto. Cos\u00ec anche con l\u2019innovazione sociale, provate e riprovate, metteteci le mani. <strong>\u00c8 il mio invito e&#8230; RSVP.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 8.5pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;line-height: 14.15pt\"><a href=\"https:\/\/www.asvi.it\/master\/master-in-social-innovation-social-business-e-project-innovation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>MES<\/strong>. Primo master in italia per la formazione di Progettisti e Manager di Innovazione e Social Business.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sandro Calvani | 26 settembre 2013 Continuiamo nel nostro invito ad agire. Dopo aver chiarito il senso profondo del Repondez, \u00e8 ora la volta del \u00a0S&#8216;il vous pla\u00eet. 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