EDITORIALE. Mentre l’Occidente si vergogna noi lavoriamo

Di fronte ai fatti di Aleppo credo che tutti abbiamo provato un senso di vergogna in particolare verso le istituzioni europee e internazionali.

Questa vergogna è stata espressa con la massima drammaticità dal campo da Lucy Aarish, giornalista israelo-araba-mussulmana in un video di forte impatto che merita di essere visto,  e subito dopo da Bernard Harry Levy “Io mi vergogno per Aleppo dove gli uomini diventano prede” .

Noi – la Scuola, i nostri professionisti, i docenti, proviamo più rabbia che vergogna, più voglia di fare che di deprimersi. Alla vergogna degli intellettuali e del loro sacrosanto diritto di denuncia, preferiamo reportage dal campo come quello di Lucy, e soprattutto la presenza costante delle ONG nei momenti più drammatici. Oggi (nel bene e nel male) la differenza non la fanno gli articoli e le prese di posizioni degli intellettuali, ma le immagini, le storie, le donazioni.

Noi siamo uomini e donne che “non chiudiamo gli occhi”, citando Kostas Moschochorits di INTERSOS e, ognuno a modo suo, come professionisti nelle diverse forme di lavoro nel settore, o giornalisti, o altro, cerchiamo di dare il massimo. Per noi, il massimo, è formare nuove classi dirigenti, oneste, preparate, incisive.

Buone Feste, buon riposo a chi può permetterselo e Buon Anno -da ri-costruire come migliore- a tutti.

Foto: Aleppo, presa da NBC news

 

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