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Albert Mayordomo, studente e Capo Missione di Proactiva Open Arms, commenta il sequestro della nave in Italia

Albert Mayordomo, studente e Capo Missione di Proactiva Open Arms, commenta il sequestro della nave in Italia

Il 18 Marzo 2018, una nave da ricerca e soccorso di Proactiva Open Arms è stata sequestrata dalla Procura di Catania a Pozzallo (Ragusa); la nave della ONG spagnola aveva appena salvato 218 migranti nel Mediterraneo. Al momento Il responsabile della ONG, il comandante e il coordinatore della nave sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.   

Questo è solo uno degli innumerevoli attacchi alle organizzazioni non governative che si sono succeduti negli ultimi tempi, argomento che il Presidente della Social Change School Marco Crescenzi ha affrontato nel suo ultimo articolo sull’HuffPost Italia BlogPerché Ong e Sociale ovunque sotto attacco?.

Abbiamo chiesto ad Albert Mayordomostudente di HOPE – Master in Humanitarian Operations in Emergencies ed ex Capo Missione di Proactiva Open Arms, la sua opinione su quanto sta succedendo in Italia con la nave di Open Arms, e riportiamo quindi il commento che ci ha rilasciato a riguardo.

 

“Il 15 Marzo, la MV Open Arms – di proprietà e operata dalla ONG Proactiva Open Arms – è stata intercettata e ha ricevuto minacce di morte dalla motovedetta 648 della “guardia costiera” libica, una nave regalata dal Governo Italiano.

Nel mezzo di un’operazione di soccorso a 73 miglia nautiche in acque internazionali, è stato chiesto ai team di soccorso di Open Arms di consegnare i migranti ai libici. Le loro parole sono state letteralmente “se non ci consegnate i migranti, vi uccidiamo”.  Il Capo Missione di Open Arms si è rifiutato di seguire l’ordine e le minacce.  

La chiamata di soccorso e l’attivazione dell’operazione SAR (Ricerca e Soccorso) è stata coordinata dall’itMRCC (Maritime Rescue Coordination Center) di Roma.  La chiamata di soccorso è stata inviata dall’itMRCC via Inmarsat (segnale satellitare) a tutte le navi presenti nell’area, indipendentemente dalla loro natura (quindi sia navi SAR, che petroliere, che commerciali, ecc.…). Abbiamo risposto alla chiamata di soccorso, attenendoci al Diritto Internazionale Marittimo, alla Convenzione SOLAS e alla Convenzione SAR.

Dopo aver inseguito per qualche ora la Open Arms, la motovedetta libica 648 ha interrotto l’inseguimento e la Open Arms è stata in grado di terminare l’operazione di salvataggio, con un conteggio finale di 218 anime a bordo. 218 persone che sarebbero potute finire in un carcere libico, dove le donne sono soggette a stupri collettivi e gli uomini vengono stuprati, torturati e ricattati. Le prove e le documentazioni di quello che succede realmente all’interno delle carceri libiche sono pubblici, non è più un segreto.

Vorrei inoltre sottolineare che la motovedetta libica 648 è stata protagonista di molti incidenti avvenuti con navi SAR. Lo scorso anno, la stessa nave è stata responsabile della morte di 50 migranti affogati in mare, mentre cercava di intercettare e fermare un’operazione di soccorso di un’altra nave SAR, un evento ripreso su video. La motovedetta 648 ha inoltre già sparato contro navi SAR in passato.

Non dimentichiamoci che lo scorso anno la MV Open Arms era già stata tenuta in ostaggio in mare per qualche ora dalla “guardia costiera” libica.

Il 18 Marzo, il governo italiano ha concesso alla MV Open Arms il permesso di far sbarcare i 218 migranti nel porto di Pozzallo. Subito dopo lo sbarco, il Capitano della MV Open Arms è stato informato che la nave era stata sequestrata dalle autorità, a seguito dell’ordine della Procura di Catania. L’equipaggio della MV Open Arms è stato accusato di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.

Proactiva Open Arms è ormai convinta che le ONG che lavorano per salvare i migranti nel mare siano vittime dal 2016 di una campagna di criminalizzazione orchestrata per diffamare le loro attività.

La nostra missione è breve e semplice: prevenire la perdita di vite umane in mare, senza fare distinzioni di razza, sesso e religione. Seguiamo il Diritto Internazionale Marittimo, la Convenzione SOLAS, il Diritto Internazionale Umanitario e il Diritto dei Rifugiati, come stabilito nelle Convenzioni di Ginevra. Lavoriamo sempre seguendo la legge e continueremo a farlo, nonostante tutto, non ci faremo intimidire.

Non dimentichiamoci che ogni notte che la MC Open Arms spende nel porto siciliano, vite preziose vanno perdute in mare.

Siamo testimoni fastidiosi e scomodi per i governi europei e italiani, e stanno cercando di impedirci di dire la verità su quello che sta succedendo. Non faremo neanche un passo indietro, non ci sposteremo neanche di un centimetro, e continueremo a difendere i diritti umani in mare.”

#freeopenarms

 

Albert Mayordomo, 
Ex Capo Missione 
Proactiva Open Arms

 

Fonte immagine: SOS Méditerranée

 


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