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#LavoroNonprofit: 8 cose da sapere per presentarsi bene a un colloquio

#LavoroNonprofit: 8 cose da sapere per presentarsi bene a un colloquio

Tirso Puig, responsabile del Career Development Service della Social Change School esplora oggi un tema fondamentale nella ricerca del lavoro: il colloquio.

Al di là delle diverse modalità di selezione, quando si arriva al colloquio e si ha di fronte l’intervistatore (o più di uno) è già troppo tardi per ideare una strategia. È essenziale arrivare al colloquio preparati e con alcuni punti chiari in mente.

Per questo, uno step fondamentale del percorso con il Career Development Service è la Job  Interview Challenge, durante la quale ogni corsista ha la possibilità di partecipare a una simulazione di intervista con un HR manager o un professionista del settore. Durante la challenge, il corsista può applicare tutti gli strumenti visti nella parte didattica relativa alla propria presentazione per una ipotetica vacancy, per una posizione di lavoro o per uno stage – questo step può risultare alle volte nell’inserimento del corsista nel roster dell’organizzazione.

Teniamo in considerazione che “ogni persona sa (o dovrebbe sapere) quali sono i proprio punti di forza e di debolezza sui quali lavorare maggiormente”. Ecco quindi gli 8 consigli per affrontare un colloquio di selezione:

  1. Prima del colloquio è essenziale riguardare il Curriculum Vitae e la Cover Letter che abbiamo utilizzato per presentarci all’intervista e rivedere in particolare i punti che avvicinano il nostro profilo alla posizione ricercata (il così detto “matching”).
  2. È importante prepararsi a rispondere ad alcune domande sull’organizzazione per cui stiamo vorremo lavorare, ma anche sul ruolo che si vuole andare a ricoprire. La classica domanda? “Perché hai deciso di inviare la candidatura per la nostra organizzazione?” oppure “Cosa ne pensi del ruolo nella posizione per cui ti stai candidando?”.
  3. Una buona idea è quella di preparare alcune risposte, una sorta di script, su questioni più o meno canoniche che possano esserci richieste su argomenti quali formazione, esperienza, profilo e conoscenza per quel determinato ruolo.
  4. Riflettere su quale “valore aggiunto” possiamo offrire all’organizzazione qualora entrassimo a far parte dello staff. Di quali elementi siamo portatori, come persone e come professionisti, rispetto ad altri?
  5. Un concetto spesso sottovalutato è quello di stabilire un modo empatico di comunicare con l’intervistatore. L’obiettivo principale è quello di stabilire un rapporto di fiducia con la persona che ci sta intervistando e di agire in modo da presentarci a nostro agio.
  6. Non è solo l’intervistatore a dover fare domande: il colloquio è anche utile all’intervistato – è quindi buona norma prepararsi qualche domanda. Si può chiedere qualche dettaglio sulle condizioni dell’offerta lavorativa, oppure sul tipo di dipartimento dove si verrà inseriti, o sul tipo di contesto sociale o geografico che si dovrà approcciare.
  7. In generale, la chiave per una buona intervista è saper ascoltare. Ascoltare l’intervistatore, prendere qualche nota (se utile) e capire cosa ci sta chiedendo, in modo tale da rispondere sempre precisamente e in maniera soddisfacente alle domande. Se necessario, ci si può prendere qualche secondo per pensare alla risposta; l’intervistatore non si aspetta che si risponda immediatamente a una domanda inaspettata o magari fatta per mettere alla prova il candidato.
  8. L’ultimo consiglio è quello di pensare al colloquio di lavoro come una conversazione, cosa che aiuta a ridurre l’ansia. Alla fine di tutto, siamo solo due persone che lavorano per lo stesso obiettivo: coprire un bisogno dell’organizzazione.”

Volete prepararvi ancora meglio? Allora provate a rispondere a queste domande:

  1. Quali sono stati gli ostacoli più grandi che hai dovuto affrontare durante la tua carriera? Come li hai risolti?
  2. Come ti comporti di solito quando hai un problema?
  3. Puoi fare tre esempi di lavoro in cui hai svolto attività simili al ruolo per cui ti stai candidando? (Sii specifico)
  4. Quali parti del tuo vecchio lavoro ti appassionavano particolarmente? Perché?
  5. Racconta un momento in cui non ti sei arreso nel portare avanti un’idea o una posizione, nonostante le difficoltà.
  6. Che caratteristiche vorresti che i tuoi colleghi e supervisori avessero?
  7. Perché hai lasciato/vuoi lasciare la tua precedente/attuale posizione?

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