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Parità di genere e contratti di lavoro: il conflitto dei tacchi alti

Dhebora Mirabelli | 04 Febbraio 2014

Carissimi, lasciatemi dire che quando lessi qualche tempo fa sul giornale l’ennesima “stravagante e normale” storiella all’italiana dell’Assessore regionale alla cultura e della sua segretaria particolare coronata dal riconoscimento della forma scritta in quello che oggi definiscono “fare l’amore” in cambio di 3mila euro al mese…credo di essermi sentita più o meno come Gulliver quando si sveglia e si trova circondato da uomini alti circa 15 cm a Lilliput.

Tralasciando qualsiasi giudizio di merito o morale, la cosa più’ sorprendente per un giurista, in tutta questa storia, e’ l’esistenza di una scrittura privata (forse anche olografa) tra le parti per rafforzare l’elemento fiduciario che sottintende qualsiasi patto sinallagmatico, ovvero a prestazioni corrispettive.
Mi chiedo se la troppa e innovativa cultura di vocazione social dell’homo politicus di oggi (in fondo era un messaggio di amore e non bieco e vile denaro) non abbia portato all’esasperazione fantasiosa e creativa che ci caratterizza come popolo italico e che ci fa veramente distinguere, ultimamente anche per originalità, in normazione e regolamentazione di interessi pubblici e privati.
Che fossero state anche fatte firmare alla lavoratrice in modo cautelativo delle dimissioni “in bianco” ora vietate dal legislatore…ma forse ammesse in casi eccezionali come questo?

Questo universo creativo è frutto di un delirio di onnipotenza che invade, anzi caratterizza, l’amministrazione del bene pubblico che alcuni protagonisti della scena politica italiana non esitano a mostrarci come una manifestazione di potere ed esercizio di autorità. Non è escluso, infatti, che potrebbe portare allo sventolamento di bandiere fatte con le mutande verdi acquistate con denaro pubblico da un altro famoso nostro amministratore degli interessi comuni in una futura campagna elettorale, se un partito di innovatori, come quelli di questi ultimi tempi, decidesse di adottarlo come simbolo.

Più originale di sicuro di immagini evocatrici di sogni e speranze e più’ coerente con le manovre di questi ultimi anni che ci hanno quasi tutti lasciati in mutande!

Io francamente lo voterei, perché quantomeno riceverei in cambio la rassicurazione che, se mi tolgono i soldi per lo sviluppo delle imprese, la promozione della ricerca, la pensioncina di mia madre e mi fanno dire bye bye alla mia pensione, a una speranza di occupazione, alla casa, ecc…quanto meno le mutande verdi me le fornisce lo Stato. Questo di sicuro avrà’ il buon senso, per decenza e origine storica-religiosa oltre che coerenza con l’azione sperimentale del rappresentante politico, … di riprendersi la vecchia foglia di fico in cambio di confortevoli e originali mutande verdi di cotone… e udite udite anche a noi del sud che non votiamo lega nord!

Che in passato fossimo stati colonizzati dai lillipuziani e ancora nessun illustre storico lo ha scoperto?

Ritornando all’originale accordo dell’Assessore e al suo contratto particolare, nella sua ratio legis è veramente troppo simile alla guerra tra i tacchi alti e i tacchi bassi alla quale Gulliver dovette assistere. Per fortuna nessuno dei due contraenti pensò mai di ledere la fiducia che sottendeva l’accordo perché altrimenti non era da escludere che un giudice civile si sarebbe trovato difronte una richiesta di risarcimento danni per inadempimento oppure uno del lavoro ad una causa per valutare il giustificato motivo del licenziamento in caso di prestazione “amorosa” deludente.

In questo caso sarebbe veramente diventato tutto più complicato perché, trattandosi di pari opportunità, saremmo stati chiamati ad assistere ad un processo dove la legge è uguale per tutti: donne e uomini…e questa volta, purtroppo per le poche suffragette rimaste, non credo che l’argomentazione del differenziale di genere avrebbe concesso qualche attenuante alla segretaria che intanto non mi pare fosse stata incapace di intendere e di volere.

Elevando a nozioni di principio di diritto le circostanze, di fatto non posso che sperare che il nostro Paese trovi un’imbarcazione di fortuna per migrare come Gulliver verso il mondo dei cavalli razionali, gli Houyhnhnms, esseri saggi e molto intelligenti che hanno sviluppato un senso di comunicazione sofisticato e che disprezzano e si vergognano degli Yahoo perché abbrutiti e degenerati: esseri simili agli umani che a differenza dei cavalli razionali camminavano su due zampe posteriori.

….Sperando però questa volta in un vissero felici e contenti e ben governati dalla razza saggia e non come accadde a Gulliver di sentirci tutti troppo simili agli Yahoo politici e scappare per la vergogna di essere accomunati ai loro valori e principi.


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